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Fiscozen

2023

A new way to elaborate your tax declaration

ROLE

Product Designer

TIMELINE

1 month, 1 week

STAKEHOLDERS

CTO, CEO, Customer Success team

Il progetto Fiscozen è nato da un punto di rottura ricorrente: ogni anno, la dichiarazione dei redditi diventava un incubo operativo. Centinaia di pratiche da processare, dati incompleti inviati manualmente dagli utenti, canali di raccolta dispersivi. Gli accountant partner erano sommersi, gli utenti confusi, e il sistema semplicemente non scalava.


La sfida era doppia e delicata.


Da un lato dovevamo coinvolgere attivamente utenti che spesso hanno conoscenze fiscali molto limitate - persone che aprono partita IVA e si trovano improvvisamente a dover gestire un mondo di cui non sanno nulla. Dall'altro lato, dovevamo garantire che i dati raccolti fossero completi, consistenti e immediatamente utilizzabili dai professionisti che poi li avrebbero processati.

Non era solo un problema di interfaccia - era un problema di sistema. Serviva un processo preliminare completamente nuovo che guidasse le persone in modo chiaro e comprensibile, riducendo errori e ritardi per tutti.

La ricerca è partita dall'ascolto diretto. Abbiamo fatto interviste in presenza con ogni accountant partner, e ogni conversazione faceva emergere nuove opportunità ma anche nuovi limiti. Qual era il confine tra ciò che un utente poteva ragionevolmente fare da solo e ciò che doveva restare nelle mani del professionista? Quali dati erano effettivamente recuperabili in autonomia?

Da queste conversazioni è emerso un insight cruciale: non tutti i dati sono uguali. Ce ne sono alcuni che l'utente può trovare facilmente - sono nei suoi documenti, nelle sue fatture, nella sua gestione quotidiana. Altri invece richiedono interpretazione fiscale e competenza specifica.

Il breakthrough è arrivato quando abbiamo deciso di abbandonare i form tradizionali. Quegli interminabili elenchi di input field con etichette tecniche che nessuno capisce. Abbiamo scelto un approccio completamente diverso: Natural Language Forms. L'idea era semplice - parlare alla persona come un consulente umano farebbe, non come un modulo fiscale.

Il processo di design è stato iterativo e collaborativo. Abbiamo diviso il flusso in step gestibili, definito pattern chiari, reso i form e i dati leggibili anche per chi non ha mai visto una dichiarazione dei redditi. L'obiettivo era ridurre l'interpretazione - ogni domanda doveva avere una sola risposta possibile, chiara e inequivocabile.

Il testing interno con il team ci ha permesso di identificare punti di frizione prima ancora di coinvolgere gli utenti reali. E quando siamo arrivati ai test finali, abbiamo raccolto feedback che ci hanno permesso di fare fine-tuning basato su dati concreti, non su supposizioni.

I risultati hanno superato le aspettative. L'80% degli utenti Fiscozen ha compilato autonomamente la propria dichiarazione dei redditi. 9 utenti su 10 hanno inviato informazioni corrette al proprio commercialista. I tempi di processamento si sono drasticamente accelerati. E cosa ancora più importante - l'esperienza è diventata meno stressante.

Il vero successo non è stato solo nei numeri. È stato vedere che avevamo creato qualcosa che empowerava le persone invece di intimorirle. La dichiarazione dei redditi - uno dei momenti più ansiogeni per chi ha partita IVA - era diventata un processo guidato, chiaro, quasi rassicurante.

L'apprendimento più profondo è stato sulla mediazione tra competenza tecnica e accessibilità. Non puoi semplificare un processo complesso semplicemente nascondendo la complessità - devi tradurla in un linguaggio che rispetta l'intelligenza dell'utente ma non presuppone conoscenze specialistiche.

E c'è stata una lezione operativa importante: coinvolgere gli accountant fin dall'inizio non è stato solo utile per la ricerca - è stato essenziale per il successo del progetto. Loro conoscevano ogni possibile errore, ogni fraintendimento ricorrente, ogni punto dove le persone si bloccavano. Quel knowledge domain era oro puro per il design.

In un mese siamo riusciti a trasformare un processo che creava frizione e frustrazione in uno che funziona per tutti - utenti, accountant, e business. E questo è il tipo di design che mi interessa davvero: quello che risolve problemi reali per persone reali.

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1 month, 1 week

STAKEHOLDERS

CTO, CEO, Customer Success team

Il progetto Fiscozen è nato da un punto di rottura ricorrente: ogni anno, la dichiarazione dei redditi diventava un incubo operativo. Centinaia di pratiche da processare, dati incompleti inviati manualmente dagli utenti, canali di raccolta dispersivi. Gli accountant partner erano sommersi, gli utenti confusi, e il sistema semplicemente non scalava.


La sfida era doppia e delicata.


Da un lato dovevamo coinvolgere attivamente utenti che spesso hanno conoscenze fiscali molto limitate - persone che aprono partita IVA e si trovano improvvisamente a dover gestire un mondo di cui non sanno nulla. Dall'altro lato, dovevamo garantire che i dati raccolti fossero completi, consistenti e immediatamente utilizzabili dai professionisti che poi li avrebbero processati.

Non era solo un problema di interfaccia - era un problema di sistema. Serviva un processo preliminare completamente nuovo che guidasse le persone in modo chiaro e comprensibile, riducendo errori e ritardi per tutti.

La ricerca è partita dall'ascolto diretto. Abbiamo fatto interviste in presenza con ogni accountant partner, e ogni conversazione faceva emergere nuove opportunità ma anche nuovi limiti. Qual era il confine tra ciò che un utente poteva ragionevolmente fare da solo e ciò che doveva restare nelle mani del professionista? Quali dati erano effettivamente recuperabili in autonomia?

Da queste conversazioni è emerso un insight cruciale: non tutti i dati sono uguali. Ce ne sono alcuni che l'utente può trovare facilmente - sono nei suoi documenti, nelle sue fatture, nella sua gestione quotidiana. Altri invece richiedono interpretazione fiscale e competenza specifica.

Il breakthrough è arrivato quando abbiamo deciso di abbandonare i form tradizionali. Quegli interminabili elenchi di input field con etichette tecniche che nessuno capisce. Abbiamo scelto un approccio completamente diverso: Natural Language Forms. L'idea era semplice - parlare alla persona come un consulente umano farebbe, non come un modulo fiscale.

Il processo di design è stato iterativo e collaborativo. Abbiamo diviso il flusso in step gestibili, definito pattern chiari, reso i form e i dati leggibili anche per chi non ha mai visto una dichiarazione dei redditi. L'obiettivo era ridurre l'interpretazione - ogni domanda doveva avere una sola risposta possibile, chiara e inequivocabile.

Il testing interno con il team ci ha permesso di identificare punti di frizione prima ancora di coinvolgere gli utenti reali. E quando siamo arrivati ai test finali, abbiamo raccolto feedback che ci hanno permesso di fare fine-tuning basato su dati concreti, non su supposizioni.

I risultati hanno superato le aspettative. L'80% degli utenti Fiscozen ha compilato autonomamente la propria dichiarazione dei redditi. 9 utenti su 10 hanno inviato informazioni corrette al proprio commercialista. I tempi di processamento si sono drasticamente accelerati. E cosa ancora più importante - l'esperienza è diventata meno stressante.

Il vero successo non è stato solo nei numeri. È stato vedere che avevamo creato qualcosa che empowerava le persone invece di intimorirle. La dichiarazione dei redditi - uno dei momenti più ansiogeni per chi ha partita IVA - era diventata un processo guidato, chiaro, quasi rassicurante.

L'apprendimento più profondo è stato sulla mediazione tra competenza tecnica e accessibilità. Non puoi semplificare un processo complesso semplicemente nascondendo la complessità - devi tradurla in un linguaggio che rispetta l'intelligenza dell'utente ma non presuppone conoscenze specialistiche.

E c'è stata una lezione operativa importante: coinvolgere gli accountant fin dall'inizio non è stato solo utile per la ricerca - è stato essenziale per il successo del progetto. Loro conoscevano ogni possibile errore, ogni fraintendimento ricorrente, ogni punto dove le persone si bloccavano. Quel knowledge domain era oro puro per il design.

In un mese siamo riusciti a trasformare un processo che creava frizione e frustrazione in uno che funziona per tutti - utenti, accountant, e business. E questo è il tipo di design che mi interessa davvero: quello che risolve problemi reali per persone reali.

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1 month

STAKEHOLDERS

Design Lead, CPO, CTO

Il progetto Fiscozen è nato da un punto di rottura ricorrente: ogni anno, la dichiarazione dei redditi diventava un incubo operativo. Centinaia di pratiche da processare, dati incompleti inviati manualmente dagli utenti, canali di raccolta dispersivi. Gli accountant partner erano sommersi, gli utenti confusi, e il sistema semplicemente non scalava.


La sfida era doppia e delicata.


Da un lato dovevamo coinvolgere attivamente utenti che spesso hanno conoscenze fiscali molto limitate - persone che aprono partita IVA e si trovano improvvisamente a dover gestire un mondo di cui non sanno nulla. Dall'altro lato, dovevamo garantire che i dati raccolti fossero completi, consistenti e immediatamente utilizzabili dai professionisti che poi li avrebbero processati.

Non era solo un problema di interfaccia - era un problema di sistema. Serviva un processo preliminare completamente nuovo che guidasse le persone in modo chiaro e comprensibile, riducendo errori e ritardi per tutti.

La ricerca è partita dall'ascolto diretto. Abbiamo fatto interviste in presenza con ogni accountant partner, e ogni conversazione faceva emergere nuove opportunità ma anche nuovi limiti. Qual era il confine tra ciò che un utente poteva ragionevolmente fare da solo e ciò che doveva restare nelle mani del professionista? Quali dati erano effettivamente recuperabili in autonomia?

Da queste conversazioni è emerso un insight cruciale: non tutti i dati sono uguali. Ce ne sono alcuni che l'utente può trovare facilmente - sono nei suoi documenti, nelle sue fatture, nella sua gestione quotidiana. Altri invece richiedono interpretazione fiscale e competenza specifica.

Il breakthrough è arrivato quando abbiamo deciso di abbandonare i form tradizionali. Quegli interminabili elenchi di input field con etichette tecniche che nessuno capisce. Abbiamo scelto un approccio completamente diverso: Natural Language Forms. L'idea era semplice - parlare alla persona come un consulente umano farebbe, non come un modulo fiscale.

Il processo di design è stato iterativo e collaborativo. Abbiamo diviso il flusso in step gestibili, definito pattern chiari, reso i form e i dati leggibili anche per chi non ha mai visto una dichiarazione dei redditi. L'obiettivo era ridurre l'interpretazione - ogni domanda doveva avere una sola risposta possibile, chiara e inequivocabile.

Il testing interno con il team ci ha permesso di identificare punti di frizione prima ancora di coinvolgere gli utenti reali. E quando siamo arrivati ai test finali, abbiamo raccolto feedback che ci hanno permesso di fare fine-tuning basato su dati concreti, non su supposizioni.

I risultati hanno superato le aspettative. L'80% degli utenti Fiscozen ha compilato autonomamente la propria dichiarazione dei redditi. 9 utenti su 10 hanno inviato informazioni corrette al proprio commercialista. I tempi di processamento si sono drasticamente accelerati. E cosa ancora più importante - l'esperienza è diventata meno stressante.

Il vero successo non è stato solo nei numeri. È stato vedere che avevamo creato qualcosa che empowerava le persone invece di intimorirle. La dichiarazione dei redditi - uno dei momenti più ansiogeni per chi ha partita IVA - era diventata un processo guidato, chiaro, quasi rassicurante.

L'apprendimento più profondo è stato sulla mediazione tra competenza tecnica e accessibilità. Non puoi semplificare un processo complesso semplicemente nascondendo la complessità - devi tradurla in un linguaggio che rispetta l'intelligenza dell'utente ma non presuppone conoscenze specialistiche.

E c'è stata una lezione operativa importante: coinvolgere gli accountant fin dall'inizio non è stato solo utile per la ricerca - è stato essenziale per il successo del progetto. Loro conoscevano ogni possibile errore, ogni fraintendimento ricorrente, ogni punto dove le persone si bloccavano. Quel knowledge domain era oro puro per il design.

In un mese siamo riusciti a trasformare un processo che creava frizione e frustrazione in uno che funziona per tutti - utenti, accountant, e business. E questo è il tipo di design che mi interessa davvero: quello che risolve problemi reali per persone reali.